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Rapporto ISS 56/2020: Uso professionale dell’ozono contro il Covid-19

AGGIORNAMENTO DEL 31/7/2020

L'Istituto Superiore Sanità ha pubblicato un Focus sull'uso dell'ozono nella pandemia in corso: Rapporto ISS 56/2020 Focus on: utilizzo professionale dell’ozono anche in riferimento a Covid-19.

Lo studio, elaborato da un gruppo di ricercatori appartenenti all’Istituto Superiore di Sanità e all’INAIL, fornisce le evidenze tecnico–scientifiche disponibili sull’utilizzo dell’ozono nel contrasto e nella prevenzione al Covid-19. Soffermandosi anche sulle proprietà virucide della sostanza, che possono essere sfruttate per la sanificazione degli ambienti di lavoro.

L’ozono è un gas che, per le sue proprietà chimico-fisiche e tossicologiche, è classificato come sostanza pericolosa. È infatti composto da tre atomi di ossigeno, di cui uno particolarmente instabile: proprio grazie a questa caratteristica, è utilizzato anche con funzione battericida e virucida poiché ad alta capacità ossidante nei confronti di sostanze organiche.
Per lo stesso motivo, se inalato in quantità e in modalità improprie, può compromettere l’apparato respiratorio umano; motivo per il quale deve essere somministrato da personale esperto.

Il Rapporto ISS 56/2020 riporta lo stato dell’arte dell’utilizzo dell’ozono con particolare riferimento a: status regolatorio, valutazioni disponibili a livello nazionale e internazionale, informazioni sui pericoli e rischi connessi all’uso dell’ozono, informazioni sulla tossicità e l’impatto sulla salute umana e sull’ambiente, efficacia della sostanza come virucida, sicurezza d’uso e precauzioni da adottare nella generazione in situ di ozono nel campo della prevenzione e controllo del SARS-CoV-2.

Tratta inoltre le diverse applicazioni dell’ozono, dalla sanificazione degli ambienti a quella dei dispositivi, al settore alimentare, fino al trattamento delle acque. Il documento, sulla base delle evidenze scientifiche, esamina inoltre l’efficacia terapeutica dell’ozonoterapia valutandone la sicurezza d’uso, le criticità e gli sviluppi in divenire.

L’elaborato non prende in esame l’esposizione all’ozono quale prodotto involontario da irraggiamento UV dell’atmosfera né di sistemi per la purificazione dell’aria. Il documento inoltre non considera altre sostanze generate in situ ad azione disinfettante o comunque sanitizzanti o altri processi in uso nel contesto epidemico Covid-19 e pertanto non consente una esaustiva valutazione del rapporto costo/beneficio rispetto agli altri sistemi disponibili.