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LEGGE SULLE CAVE: APPROVATA LA LEGGE DELLA REGIONE TOSCANA

SEGNALAZIONE AGGIORNAMENTO NORMATIVO 27/03/2015

Approvata dal Consiglio Regionale Toscano la Legge Regionale 16/2015 – disposizioni in materia di cave. Modifica alla L.R. 104/1995, L.R. 65/1997, L.R. 78/1998, L.R. 10/2010, L.R. 65/2014


(AD OGGI LA LEGGE NON RISULTA PUBBLICATA SUL BOLLETTINO REGIONALE, ENTRERA’ IN VIGORE 15 gg DOPO LA PUBBLICAZIONE)



Il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato definitivamente la legge in materia di CAVE.

L’articolaTo è diviso in 12 capitoli e disciplina la ricerca, l’attività estrattiva delle sostanze minerali e Non si applica al demanio fluviale, lacunale e marittimo.

Capo I. Disposizioni generali

Capo II. Atti di programmazione e strumenti di pianificazioni territoriale in materia di cave

Capo III. Disposizioni relative all’autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva

Capo IV. Disposizoni relative al permesso di ricerca

Capo V. Recupero e riqualificazione ambientale dei siti estrattivi dismessi

Capo VI. Disposizioni relative al distretto apuo-versiliese

Capo VII. Funzioni amministrative in materia di vincolo idrogeologico

Capo VIII. Disciplina dell’attività di cava per la realizzazione di opere pubbliche

Capo IX. Funzioni di polizia di cave, vigilanza e sanzioni

Capo X. Obblighi dei comuni

Capo XI. Misure di promozione del tessuto produttivo

Capo XII. Disposizioni transitorie e finali


Nei primi articoli vengono definite le funzioni di regioni e comuni e  all’ART. 5 si chiarisce che entro 180gg la Giunta deve approvare un regolamento che definisce in particolare gli allegati tenici connessi al progetto definitivo e le modalità di esercizio delle funzioni di controllo.



Il PRC (piano Regionale Cave) è lo strumento di pianificazione territoriale ed è parte del PIT definito con legge 65/2014 e legge 1/2015.
Con questo piano la regione Toscana prosegue le finalità di tutela, valorizzazIone, utilizzo dei materiali di cava in una prospettiva di sviluppo sostenibile.

Al capo III si definisce che l’esercizio dell’attività estrattiva è subordinato all’autorizzazione del comune presentata tramite sportello SUAP.
La domanda deve contenere gli elementi relativi al possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale delle imprese (art. 16).

Essa deve essere correlata da un progetto definitivo riportante: le caratteristiche geologiche, vegetazionali, di stabilità e di sicurezza, la destinazione urbanistica, le misure adottate per il mantenimento delle misure di tutela sanitaria ed ambientale, da descrizione delle singole fasi di coltivazione, nonchè il metodo utilizzato, le tipologie ed i quantitativi di materiali da estrarre, il progetto di risistemazione definitiva. Con decreto verra definito il modello da utilizzare.

Secondo l’articolo 19 ai fini del rilascio dell’autorizzazione verrà convocata una conferenza dei servizi, e nel caso di autorizzazioni soggette a VIA i lavori delal conferenza sono sospesi fino al termine prescritto per la conclusione del procedimento.


Il capo V rigarda il recupero e la riqualificazione ambientale dei siti estrattivi dismessi. Il comune a seguito del censimento dei siti individua e rilascia autorizzazioni per il recupero con la previsione di interventi estrattivi a condizione che l’attività estrattiva sia finalizzata e funzionale al recupero ambientale.
Il sito estrattivo dismesso, recuperato e riqualificato non può essere oggetto di successiva autorizzazione all’esercizio.

Altro articolo di particolare interesse è il n° 38 autorizzazioni e concessioni esistenti.


La legge in oggetto apporta modifiche alle seguenti leggi: 104/1995, 65/1997, 78/1998, 10/2010, 65/2014.


Le dispozioni transitorie, previste dall’articolo 58, dispongono che fino all’adeguamento deigli strumenti urbanistici comunale le autorizzioni all’esercizo delle attività sono rilasciate in conformmità con i contenuti dei regolamenti vigenti, inoltre fino all’entrata in vigotre del regolamento di cui all’artyicolo 5 restano in vigore le istruzioni tecniche di cui alla legge 78/1998 (art.12 comma 4). Ai procedimenti avviati e non conclusi continuano ad applicarsi le disposizioni precedenti Legge 78/1998 ed ai procedimenti di VIA già avviati alla data di entrata in vigore si applicano le norme vigenti al momento dell’avvio del procedimento.